NUOVA QUALIFICA PER TECNICI ANTINCENDIO – VALUTAZIONE RISCHIO MOLESTIE E VIOLENZE – BANDO METALMECCANICA 2026 – CORSI IN PROGRAMMA

08 Ottobre 2026

1) SICUREZZA ANTINCENDIO: OBBLIGO DI QUALIFICA PER TECNICI MANUTENTORI

La gestione della sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro (art. 46, c. 3, lett. a, D.lgs. 81/08) ha raggiunto una svolta determinante. Il 25 settembre 2026 è scaduto il periodo transitorio generale per l’applicazione dei nuovi requisiti professionali per i tecnici manutentori antincendio (cd. “Decreto Controlli”).

Quadro normativo e termine della fase transitoria (D.M. 1° settembre 2021)

A partire dal 26 settembre 2026, le operazioni di controllo, verifica e manutenzione sui presidi antincendio possono essere eseguite esclusivamente da personale in possesso della qualifica formale di Tecnico Manutentore Antincendio Qualificato (TMQ), rilasciata a seguito di esame con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

Per far fronte al sovraccarico delle sessioni d’esame e garantire la continuità dei servizi, il Ministero dell’Interno ha introdotto una disciplina transitoria speciale (D.M. 22 settembre 2026):

  • Chi può continuare a operare: I tecnici manutentori non ancora qualificati, a patto che per essi sia stata presentata regolare istanza di esame/valutazione entro il 25 settembre 2026.
  • Termine perentorio: Tali operatori possono proseguire l’attività non oltre il 31 marzo 2027, in attesa del completamento delle prove valutative.
  • Limite applicativo: La continuità operativa è limitata esclusivamente alle specifiche tipologie di impianti indicate nell’istanza già depositata (non è una proroga generale del settore).

Il profilo del TMQ e i campi di applicazione

Il TMQ esegue controllo iniziale, sorveglianza, controllo periodico e manutenzione (ordinaria/straordinaria) in conformità alle norme di buona tecnica sui seguenti presidi:

  • Estintori portatili e carrellati (UNI 9994-1)
  • Reti di idranti e naspi (UNI 10779 e UNI EN 671-3)
  • Sistemi di evacuazione fumo e calore – SENFC e SEFFC (UNI 9494 e UNI EN 12101)
  • Sistemi di rivelazione e segnalazione d’incendio – IRAI (UNI 9795 e UNI 11224)
  • Impianti di spegnimento ad acqua, gas, schiuma o polvere (UNI EN 12845, ecc.)

Risvolti operativi e responsabilità per Datori di Lavoro, RSPP e HSE Manager

L’entrata in vigore dell’obbligo determina immediati impatti giuridici e gestionali sulla conformità aziendale:

  • Qualifica dei fornitori (Art. 26, D.Lgs. 81/2008): Nella verifica dell’idoneità tecnico-professionale delle imprese appaltatrici, non è più sufficiente acquisire CCIAA e DURC. È obbligatorio richiedere l’attestato di qualifica TMQ di ogni singolo operatore fisicamente impiegato in azienda (o la copia dell’istanza di esame presentata entro il 25/09/2026).
  • Regolare manutenzione e sanzioni (Art. 64 e 55, D.Lgs. 81/2008): L’affidamento delle verifiche a personale non qualificato (o privo dei requisiti della deroga) integra il reato di mancata regolare manutenzione tecnica dei presidi. La sanzione per il Datore di Lavoro prevede l’arresto da 2 a 4 mesi o l’ammenda da 1.200 a 5.200 euro.
  • Registro dei Controlli Antincendio (Art. 3, D.M. 01/09/2021): Ogni intervento deve essere annotato sul registro e firmato dal manutentore. I verbali firmati da soggetti non qualificati non hanno valore legale di conformità in caso di controlli degli organi di vigilanza o sinistri.

Indicazioni pratiche per le aziende

Si raccomanda ai Datori di Lavoro, agli RSPP e agli Uffici Acquisti di adottare subito le seguenti misure:

  1. Verifica dei fornitori attuali: Richiedere formalmente alle ditte di manutenzione gli attestati TMQ dei tecnici oppure, in alternativa (valida solo fino al 31/03/2027), la prova del deposito dell’istanza d’esame entro il 25 settembre scorso.
  2. Aggiornamento contratti: Inserire nei nuovi capitolati d’appalto clausole che vincolino il pagamento delle prestazioni all’intervento esclusivo di Tecnici Qualificati.

2) AGGIORNAMENTI DVR: OBBLIGO VALUTAZIONE RISCHIO MOLESTIE E VIOLENZE

Una delle novità recenti più significative e d’impatto per il sistema prevenzionistico aziendale è l’introduzione dell’obbligo formale di valutare il rischio di molestie, violenze e discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro.

Disposto dal Decreto-Legge n. 159/2025 (convertito nella Legge n. 198/2025), questo adempimento rappresenta un’importante evoluzione degli articoli 15 e 28 del D.lgs. 81/08, recependo i principi della Convenzione OIL n. 190. L’obbligo di aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) riguarda indistintamente tutte le aziende, senza alcuna esenzione legata alla dimensione occupazionale.

L’estensione del concetto di rischio oltre la dimensione puramente fisica e tecnica riconosce la centralità dei fattori relazionali, organizzativi e psicosociali. Di conseguenza, queste specifiche valutazioni devono essere obbligatoriamente collegate e integrate all’interno della valutazione dello stress lavoro-correlato (SLC). L’RSPP e il Medico Competente devono condurre un’analisi congiunta per mappare i contesti più sensibili e individuare le misure di prevenzione e protezione necessarie.

Per le aziende, l’integrazione del rischio molestie e discriminazioni nel DVR deve tradursi in una serie di azioni concrete e misurabili, capaci di incidere sui presupposti che favoriscono l’insorgenza del fenomeno:

  • Analisi del contesto organizzativo e dei fattori di vulnerabilità: mappare capillarmente le situazioni lavorative più esposte, come il lavoro isolato, i turni notturni, i forti squilibri gerarchici o il contatto diretto con il pubblico, l’utenza e la clientela esterna.
  • Integrazione del rischio nella valutazione dello stress lavoro-correlato: inserire indicatori specifici legati al clima relazionale, ai bias e ai fattori psicosociali all’interno delle metodologie di calcolo dello stress (SLC).
  • Definizione di procedure di segnalazione e gestione dei casi: strutturare canali protetti e protocolli aziendali di segnalazione totalmente riservati per i lavoratori, garantendo la tutela delle vittime e definendo azioni correttive o disciplinari.
  • Raccordo con eventuali sistemi di gestione: collegare i risultati della valutazione del rischio a standard avanzati e certificabili come la UNI/PdR 125:2022 (per la parità di genere) o la norma ISO 30415 (per l’inclusione e la diversità).
  • Progettazione di interventi formativi mirati: sviluppare corsi obbligatori per il personale e i preposti incentrati sui comportamenti ammissibili, sull’uso del linguaggio e sulla promozione di una cultura organizzativa di “tolleranza zero”.

Se nelle realtà più strutturate la sfida si vince adottando modelli integrati di prevenzione, per le micro e piccole imprese l’adempimento deve declinarsi in modo snello e privo di asfissia burocratica. Anche le aziende con pochi dipendenti possono assolvere efficacemente alla norma in modo pratico. In questi contesti è possibile integrare nel DVR una checklist mirata per l’analisi del clima interno, adottare un Codice di Condotta essenziale scritto in linguaggio semplice e individuare una procedura chiara per le segnalazioni confidenziali, trasformando l’obbligo di legge in una leva di tutela reale.

3) BANDO METALMECCANICA 2026: INCENTIVI PER LA SICUREZZA DEI MACCHINARI

Il 21 settembre 2026, presso la Sala Polifunzionale di Palazzo Grandi Stazioni della Regione a Venezia, è stato presentato il “Bando Metalmeccanica 2026”, un’iniziativa promossa dalla Regione del Veneto e gestita operativamente da Azienda Zero, supportata attivamente sul territorio da Confindustria Vicenza.

La particolarità dello stanziamento, che ammonta complessivamente a 4 milioni di euro, risiede nella sua origine: le risorse derivano infatti dal riutilizzo dei proventi delle sanzioni comminate dai servizi SPISAL delle Aziende ULSS venete. Tali somme vengono così reinfuse nel tessuto produttivo per supportare progetti a tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.

Aziende beneficiarie, interventi ammissibili ed entità del contributo

Il bando si rivolge alle imprese del settore metalmeccanico che dispongono di una sede legale, operativa o di almeno un’unità locale attiva nel territorio della Regione del Veneto, appartenenti esclusivamente ai seguenti codici ATECO:

  • Divisione 24: Metallurgia (inclusi i sotto-codici 24.3, 24.31, 24.32, 24.33, 24.34)
  • Divisione 25: Fabbricazione di prodotti in metallo (inclusi 25.1, 25.2, 25.4, 25.53, 25.6, 25.9, 25.91, 25.92, 25.93, 25.94)
  • Divisione 28: Fabbricazione di macchinari e apparecchiature n.c.a. (inclusi 28.1, 28.2, 28.21, 28.22, 28.3, 28.4, 28.9)
  • Divisione 29 & 30: Fabbricazione di autoveicoli, rimorchi, semirimorchi e altri mezzi di trasporto.

I finanziamenti sono strettamente vincolati alla realizzazione di interventi mirati a incrementare i livelli di sicurezza aziendali (es. sostituzione di macchinari obsoleti o installazione di nuove barriere, sistemi di segregazione e adeguamenti tecnologici), includendo sia le spese direttamente connesse all’acquisto di beni (macchinari e attrezzature di lavoro) che l’attività di consulenti, progettisti o aziende esterne per la realizzazione dell’intervento relativo al contributo richiesto.

La validità temporale copre sia interventi passati che futuri:

  • Progetti già realizzati nei 36 mesi antecedenti alla data di pubblicazione del bando.
  • Progetti ancora da eseguire, ma da ultimare entro 12 mesi dalla pubblicazione delle graduatorie.

La ripartizione territoriale prevede 9 linee di intervento basate sulle aree di competenza delle ULSS venete, ed il contributo massimo concedibile è di 20.000 € per singola impresa, differenziato in base all’organico:

  • Contributo del 70% della spesa per le aziende fino a 25 addetti (a cui è espressamente riservato e vincolato il 70% delle risorse totali del bando)
  • Contributo del 30% della spesa per le aziende con più di 25 addetti.

Criteri di valutazione e modalità di presentazione delle domande

L’assegnazione dei fondi non avviene tramite click-day, ma attraverso una graduatoria di merito basata su un punteggio massimo di 200 punti. I criteri di valutazione premiano:

  1. Dimensioni aziendali: Massimo punteggio garantito alle micro-imprese da 1 a 5 dipendenti.
  2. Caratteristiche del progetto: Forte premialità per la sostituzione completa del macchinario rispetto al semplice adeguamento parziale.
  3. Conformità della macchina: Vengono favoriti i progetti che introducono macchine con marcature CE più recenti e standard di sicurezza evoluti.

Trattandosi di una procedura a sportello con budget predefinito e ripartito, il fattore temporale è critico:

  • Scadenza perentoria: Il termine ultimo per l’invio delle istanze è fissato al 22 ottobre 2026
  • Canale telematico: La trasmissione della domanda deve avvenire esclusivamente tramite la piattaforma web dedicata Albo Fornitori – Bandi SPISAL di Azienda Zero.

4) CORSI DI FORMAZIONE IN PROGRAMMA: OTTOBRE/NOVEMBRE 2026

Si riporta di seguito il prospetto dei prossimi corsi di formazione in partenza, organizzati dal nostro partner Ecoricerche Sicurezza. Potete trovare l’elenco completo dei corsi in programma e tutte le informazioni necessarie, sul sito di Ecoricerche al link: https://www.ecoricerche.com/corsi-formazione dal quale potete anche procedere direttamente all’iscrizione (ed inserendo nel campo Note la dicitura “Cliente LOGI SICUREX” potrete usufruire della tariffa agevolata).

https://www.ecoricerche.com/corsi-formazione 

Si ricorda inoltre che dal 1° settembre 2026, la sede principale del Centro di Formazione di Ecoricerche è stata trasferita a San Zeno di Cassola e che sono state attivate nuove aule anche a Montebelluna e Schio.

LOGI SICUREX collabora anche con i seguenti partner per la realizzazione di corsi sulla sicurezza:

  • IMPRENDO SRL con sede a Torri di Quartesolo (VI) in Via Savona, 40

(vedi elenco corsi al link https://securweb-imprendo.deltaviadana.it/corsi-primo-accesso);

  • SMDL GROUP SRL per corsi di primo soccorso svolti presso l’Hotel Noris di Schio (VI).

Il prossimo corso programmato si terrà nei giorni 4 e 5 novembre (orari 08.30-12.30 e 13.00-17.00, comprendente corso completo per gruppi A e B/C e aggiornamenti).